Isola di Susak

I linguisti studiano il dialetto degli abitanti di Susak, molto diverso dagli altri dialetti croati; i vinai cercano il segreto del famoso vino di quest’isola; i periti edili studiano come gli abitanti di Susak, attraverso i canali di sabbia, filtrano l’acqua marina trasformandola in acqua salmastra; i biologi studiano la ricca e rara vegetazione di quest’isola, mentre i geologi cercano di scoprire il segreto della creazione dell’isola.
Gli abitanti di Susak poco a poco sono emigrati in gran numero e ciò ha creato un altro problema per i linguisti, perché a Susak si parla un dialetto pieno di americanismi. C’è ancora una particolarità che distingue quest’isola da tutte le altre. Al posto dei ben noti muri di sassi o muri a secco a Susak si usano le canne per dividere i poderi dell’isola. Le canne si tagliano in modo da farle crescere tra i campi a guisa di muro, proteggendo nello stesso tempo la vegetazione dal vento e dal sale che il vento porta dalle creste frangenti delle onde. Sulla vetta più alta dell’isola si trova un faro con luce di grande portata, uno fra i tre più potenti fari dell’Adriatico. Di notte, a regolari spazi di tempo, la sua luce illumina l’isola, e salendo sulle alture durante le notti ventose si ammira uno straordinario gioco di luce con le canne che crescono tutt’intorno.










